Alex Business Marketing

Metti il turbo al tuo business!

Browsing Posts in Investimenti online

Se hai sempre sognato di goderti i benefici che derivano da un’attività redditizia su internet o dall’essere imprenditore di te stesso, cioè:

  • andare in vacanza quando e dove preferisci, per tutto il tempo che vuoi;

  • avere un lavoro sicuro;

  • poter determinare in anticipo quanto guadagnerai, senza fare affidamento sui tuoi superiori;

  • decidere da solo i tuoi orari di lavoro (se vuoi alzarti presto ogni giorno è solo perché lo hai deciso tu);

  • eliminare per sempre la competitività, le pugnalate alle spalle e le ore passate a mangiarsi il fegato;

  • passare molto più tempo con la tua famiglia;

  • godere di un benessere interamente creato da te!

Allora non è più tempo di sognare: puoi davvero realizzare tutto questo, grazie a… Continua a leggere….

Crollo Borsa
Il crollo delle Borse sta offrendo ottime opportunità di guadagno soprattutto ai day-trader, cioè investitori che hanno un’ottica temporale dei loro investimenti di brevissimo periodo. Anche con un capitale molto modesto è possibile inserirsi in questo contesto di elevata volatilità per effettuare veloci “mordi e fuggi” (dalla durata di pochi minuti) sui titoli che presentano quotidianamente i sintomi della “debolezza cronica”. Nel mio ebook Trading a Capitali Ridotti spiego dettagliatamente il modo in cui è possibile organizzarsi al meglio per diventare dei bravi mini day-trader in modo tale da potersi creare nel tempo delle interessanti rendite finanziarie.

Già lunedì 9 marzo avevo cominciato a interessarmi a Impregilo (simbolo: IPG), un titolo appartenente all’indice S&P/Mib40, in quanto mostrava un grafico decisamente propedeutico per ulteriori approfondimenti ribassisti. In quella seduta riuscivo a shortare (vendere allo scoperto) il titolo da 1,842 fino a 1,81 ottenendo circa 60 euro netti in pochi minuti (vedi anche il post relativo sul mio blog Crescita Finanziaria 3x), ma mancavo per un soffio il successivo spike ribassista (l’ultima ondata di vendite) che portava il titolo in pochi secondi fino a 1,73 con conseguente sospensione per eccesso di ribasso! Peccato! A fine seduta ecco come si presentava il grafico giornaliero del titolo.


Nella seduta di martedì 10 marzo ho continuato a seguire il titolo sempre alla ricerca di un punto di svolta del mercato (gli ND Point che spiego minuziosamente nel mio ebook). Dopo aver individuato un ND Point su una soglia psicologica rilevante (1,70), avevo anche notato che il titolo mostrava una certa debolezza nonostante l’indice principale di mercato stesse confezionando un rimbalzo verso l’alto abbastanza deciso.

Studiando il grafico intraday a 5 minuti ho visto che il titolo stava formando un triangolo discendente ribassista ed era vicinissimo ad effettuare il breakout del minimo di giornata posto a 1,721. Ho pensato così di anticipare il mio ingresso short a 1,72 piuttosto che sul breakout dell’ND Point posto a 1,70. In meno di 3 minuti i prezzi crollano fino in area 1,67 configurando un classico panico da vendite (panic selling). Esco a 1,684€ portando a casa 82 euro netti.

Da notare che il capitale investito, utilizzando leva 10 e considerando che ho venduto allo scoperto 2500 azioni a 1,72€, è stato pari a 430 euro per un ROI del 19% in circa 3 minuti. Questo è Trading a Capitali Ridotti!

Alla prossima!

A cura di Nicola D’Antuono,
Autore dell’ebook “Trading a Capitali Ridotti”

Chi di voi ha un tumblelog?

Se non sapete cosa sia vi spiego brevemente:

Si tratta di una variante del blog, tramite il quale l’autore può pubblicare link, foto, video, citazioni o dialoghi di chat, senza la necessità di commentarli.

E’ una forma di microblogging che permette una pubblicazione rapida e breve, rispetto ai lunghi articoli di un normale blog, diciamo un forma di bloc notes.

Non permette commenti nella forma standard ma è COMPLETAMENTE PERSONALIZZABILE!

La piattaforma gratuita più utilizzata per creare un proprio tumblelog è Tumblr.

Per aprire e personalizzare il tuo tumblr occorrono semplici passi ed è estremamente facile.

  • Perchè aprire un tumblelog?

Se come me condividite sui Social Network(facebook,twitter,linkldn)  immagini, link e video con i vostri amici e followers, può tornarvi utile avere posto unico dove raggruppare il tutto.

Mi spiego meglio: potete pubblicare una citazione o un elemento multimediale sul vostro Tumblr, questo può quindi essere automaticamente inviato a Twitter e a sua volta ripubblicato su Facebook.Così IN MODO AUTOMATICO VERRA CONDIVISO SU TUTTI I SOCIAL!

Per i più esperti, Altro metodo che uso attualmente è quello di creare un account su friendfeed che passa tramite feed rss a twitter che poi ripubblica su facebook!

Devo dirvi che da quando sto utiliazzando i social,e cioè da circa 10 giorni, sto vedendo un incremento di traffico veramente notevole!

Un altro motivo che può spingere un blogger ad aprire un Tumblr è quello di promuovere il proprio blog principale. Convogliando gli utenti sul tumblelog, questi possono poi essere redirezionati al blog, tramite link, banner e collegamenti vari.

Gestire un tumblelog non è assolutamente impegnativo: grazie ad un comodo bookmarlet, possiamo pubblicare in pochi click ogni cosa che troviamo interessante durante la navigazione.

In Tumblr possiamo utilizzare il dominio che preferiamo!

Il mio Tumblr

Ovviamente non potevo non avere un Tumblr anch’io!

Sul mio  AlexBusinessMarketing pubblico trovate tutte le news e  potete seguirlo anche tramite feed, oppure, se siete iscritti e loggati a Tumblr, basta cliccare sul pulsante Follow in alto a destra.

Tumblr dei blogger famosi

Molti blogger di successo hanno il proprio Tumblr, eccone alcuni che potete seguire:

Buon TUMBLOG!Aumentare il Traffico Web

Come trovare Le Migliori Strategie per Costruire di Visitatori Assidui per il tuo Sito Internet e Aumentare il Traffico Web!

Oggi vi voglio segnalare uno strumento eccezionale per gli internet marketer emergenti.

Amember è il più famoso e solido programma di protezione, membership e affiliazione in commercio.
raccoglie la possibilità di fare delle membership, quidi gestire pagamenti ricorrenti a cadenza prefissata… Proprio per questo si integra bene anche con un sacco di applicazioni, come blog, forum etc. Inoltre gestisce affiliazioni, con distribuzione commissione di primo e secondo livello.

Il programma è veramente completo. Permette di automatizzare il tutto e secondo me meglio anche di Consegna Digitale. E’ possibile anche utilizzare da subito amember in una versione trial,anche se sconsiglio perchè poi il passaggio alla versione normale vi consegue doppio lavoro.

Ovviamente il suo utilizzo, non è semplice in quanto permette di fare veramente tutto personalizzando qualsiasi dettaglio in base alla nostra specifica esigenza.
Pertanto vi segnalo l’unico e completo video corso  in LINGUA ITALIANA che ti guida passo-passo nell’ installazione e configurazione del Software AMEMBER.

E voi cosa ne pensate invece? Meglio Post Afifiliate pro?

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Buon Business
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Ciao a tutti i lettori del blog,

Hai un hobby in cui vai forte oppure ti vengono in mente
delle belle idee che ti piacerebbe trasformare in realta’?
Parlane ad altre persone creando un sito web!

Il successo di un sito e’ legato alla scelta dell’argomento
di partenza e da come poni la tua figura all’interno
del sito stesso. Ottieni un sito fallimentare se: porti avanti
una materia che non ti appassiona, scegli un argomento
che conosci poco, sviluppi dei temi solo per guadagnare
un ritorno economico.

Pensaci bene… Cosa vuoi condividere con i tuoi visitatori?

Una buona idea puo’ valere milioni di euro su internet,
non buttarla via! Non scegliere un tema a caso, come viene…
Riflettici sopra molto bene e prenditi il tempo che ti serve.

Non c’e niente di piu’ sbagliato che partire con un progetto
che non ti prende (che non senti tuo) o comunque di cui
ti pesa parlarne ed andare avanti.

L’azione vincente per scegliere il giusto argomento e’
quella di prendere un pezzo di carta e scrivere con
la penna tutto cio’ che ti viene in mente. Dividi per bene
in sezioni, non fare un mix tra quello che e’ il tuo hobby
principale, le azioni che fai a lavoro ed una idea innovativa
che hai in mente.

Puoi creare delle colonne e per ogni colonna specificare
un tema. Ogni giorno rifletterai ed aggiungerai qualcosa
nella specifica colonna di riferimento, fino a quando
otterrai sufficienti dati per decidere l’argomento di
partenza del tuo business.

Lo sviluppo dell’impresa per linee orizzontali.

Un’efficace strategia d’impresa consiste nello svilupparla per linee orizzontali.

Ma cosa significa questo?
Molto semplicemente, possiamo dire che l’impresa in questo caso entra in nuovi business, affiancandoli a quelli tradizionalmente gestiti.
In termini di marketing questa strategia, tradizionalmente, si suddivide nelle due tipologie:

* Nuovo mercato-nuovo prodotto
* Vecchio mercato-nuovo prodotto.

Si tratta, infatti, di entrare in nuovi segmenti di mercato, sotto il profilo dell’offerta, ma questo si può realizzare sia rivolgendosi a clienti già acquisiti, se interessati alla nuova tipologia di prodotto/servizio offerta, sia a clienti ancora da acquisire.

Rispetto a questa classica bipartizione, se ne possono però considerare altre, che meglio di quella tradizionale consentono di evidenziare eventuali vantaggi per l’impresa, soprattutto dal punto di vista dello sviluppo del fatturato e, più in generale, delle entrate.

Una fondamentale distinzione è quella tra business sinergici e complementari e business che non hanno tali caratteristiche.
Sviluppare business sinergici e complementari significa occuparsi di prodotti o servizi, che sono complementari a quelli tradizionali dell’impresa.
La sinergia si sviluppa nel senso che i prodotti tradizionali favoriscono lo sviluppo del fatturato anche sui nuovi, e la stessa cosa avviene per i nuovi grazie a quelli tradizionali.

Alcuni esempi chiariranno meglio i concetti esposti.
Pensiamo, innanzi tutto, al business assicurativo, che spesso si affianca ai prodotti finanziari.
Chi è interessato a sottoscrivere una polizza assicurativa spesso è interessato, infatti, anche a prodotti finanziari, sotto il profilo dell’investimento.
Tipico il caso della polizza vita, che costituisce un prodotto già di per sé finanziario, anche se con spiccate caratteristiche previdenziali.
L’esigenza del cliente, infatti, è soprattutto quella di garantirsi un certo reddito-capitale, e può quindi essere ricondotta ad altre tipologie di prodotto, più spiccatamente finanziarie.

Ma pensiamo anche alle polizze dei rami danni.
Chi vuol garantirsi una certa sicurezza contro possibili imprevisti, è di solito interessato anche a prodotti rivolti alle esigenze finanziarie, e simmetricamente dicasi per il sottoscrittore di prodotti finanziari.
Lo sviluppo di questi ultimi, peraltro, può affiancarsi anche a prodotti non rivolti all’investimento, ma a chi, invece, necessita di un finanziamento.

Ma pensiamo non solo al cliente singolo, privato, ma anche all’impresa.
Tradizionalmente, chi ha offerto una polizza di copertura di rischio del credito alle imprese, ha poi trovato agevole proporre eventualmente anche un servizio d’intermediazione, collegato alla ricerca di finanziamenti per la stessa.
Essenzialmente, possiamo quindi parlare di business sinergico sopratutto se, rivolgendosi alla stessa tipologia di clientela, possiamo soddisfare esigenze diverse di quest’ultima, tramite l’offerta di prodotti/servizi diversi da quelli tradizionali.

Se gli esempi dianzi indicati sono evidenti, talora un rapporto sinergico può svilupparsi tra aree di business, solitamente considerate nettamente differenziate.

Pensiamo, ad esempio, al settore automotive ed a quello assicurativo.
Eppure, la connessione può esserci, e talora permette al fatturato davvero di decollare.
E’ anche la strategia seguita, anni fa, dalla FIAT.
Chi acquista un veicolo deve, intanto, sottoscrivere una polizza RC auto, obbligatoria per legge.

Ecco, quindi, che l’offerta anche di tale servizio al medesimo cliente costituisce una strategia integrata e sinergica, che può portare ad ulteriori sviluppi.
Una volta acquisito tramite il prodotto RC auto, il cliente può poi essere visitato da un consulente assicurativo, che gli potrebbe offrire una serie di prodotti integrativi, dalla copertura per la casa, a polizze vita, sino ad arrivare a prodotti finanziari.

Ma lo sviluppo può riguardare anche un cliente impresa.
Questa può essere acquisita quale cliente, cui vendere il parco autoveicoli, e di qui il passo è breve, per arrivare alla copertura assicurativa dei medesimi e, ovviamente, per coperture assicurative sull’impresa.
All’imprenditore, ancora una volta, si potranno poi offrire prodotti integrativi, che lo riguardano come privato.

La prossima volta, esamineremo il caso offerto da business non complementari.

A Cura di Gian Piero Turletti,
Autore di “Progetto Azienda”

aritcolo tratto dal blog di brunoeditore.it

Se nella precedente parte di quest’articolo abbiamo esaminato talune ipotesi di sviluppo delle funzioni di un prodotto, utilizzate tramite diverse tipologie contrattuali, la cui elaborazione si affianca allo sviluppo tecnico che consente le modifiche di un ebook, piuttosto che di un software, vediamo ora un concetto fondamentale, che ha dato e può continuare a dare significativi sviluppi di marketing.

Marketing, abbiamo detto, è la risposta alle specifiche esigenze del cliente.
Ed allora, cosa c’è di meglio che personalizzare un prodotto/servizio?

In fondo, gli esempi della precedente parte hanno evidenziato un sempre maggior avvicinarsi alle esigenze di determinati segmenti di mercato, ma sempre in modo predefinito.

Se, ad esempio si acquista un software, lo si può anche eventualmente modificare e personalizzare, con una certa tipologia di licenza d’uso, ma il discorso si ferma lì.

Può esserci, invece, l’esigenza di un prodotto completamente diverso, per arrivare al quale potrebbe essere impossibile passare da un prodotto già esistente.

Ecco, quindi, che si è sviluppata quest’ulteriore frontiera del marketing, per il momento essenzialmente negli USA, dove non solo si stanno diffondendo le diverse tipologie di licenza, già esaminate nei precedenti miei interventi, ma addirittura si pone al servizio del cliente un servizio di creazione di un prodotto su misura.

Il cliente non ha un suo prodotto, ed autonomamente non riesce a realizzarlo?
Ebbene, c’è chi lo crea per lui.
In tal modo, non solo il cliente potrà acquistare una licenza, che gli consente di trasformare un prodotto già esistente (tipicamente un ebook o un software), facoltà solitamente non consentita, dai normali diritti d’autore, ma potrà anche avere un prodotto suo, appositamente progettato e realizzato secondo i suoi desideri.

Ovviamente, questi sviluppi di marketing hanno consentito, e consentiranno sempre di più, di sviluppare rilevanti fatturati.
E’ infatti evidente che maggior personalizzazione del prodotto/servizio offerto, significa anche maggior prezzo unitario del medesimo, avendo ovviamente un valore intrinseco superiore rispetto alle altre alternative, in cui è invece presente un grado di maggior standardizzazione.

A Cura di Gian Piero Turletti,
Autore di “Progetto Azienda”

Fare soldi è un problema come gli altri: quando capisci il meccanismo, hai trovato la soluzione. Un articolo sulle regole da rispettare per fare soldi.

“Non ho mai provato a fare soldi in borsa. Compro azioni pensando che potrebbero chiudere la borsa domani e non riaprirla prima di 5 anni.”

Warren Buffet.

Nell’articolo precedente ti ho parlato della necessità di comprendere e creare i sistemi per fare soldi. Tuttavia migliorare le tue entrate rappresenta solo metà dell’equazione. Per migliorare la tua situazione finanziaria devi porre attenzione anche al modo in cui spendi i tuoi soldi. Ecco la seconda regola per fare soldi:

2° Regola per fare soldi: quando compri, compra delle attività

In contabilità esistono 2 concetti fondamentali. Le attività e le passività.

Puoi trovare una definizione molto precisa di attività e passività alla voce stato patrimoniale su Wikipedia. Per quanto mi riguarda, penso che questa seconda definizione sia molto più intuitiva:

  • Un attività è qualcosa che ti mette i soldi in tasca.
  • Una passività è qualcosa  che ti toglie i soldi dalle tasche.

Per fare soldi devi imparare ad investire la maggior parte dei tuoi risparmi in attività, ovvero acquisti in grado di generare entrate di denaro.

Questo significa ad esempio (e mi rivolgo alle signorine) che quando hai dei soldi extra, puoi decidere di spenderli per acquistare una borsa di Gucci (passività), o per acquistare Gucci in borsa (attività). Lo stesso concetto vale anche per i maschietti: invece di spendere i tuoi soldi in macchine, cerca macchine per fare soldi. la differenza è abissale.

Ehi… non ti sto consigliando di rinunciare ai tuoi sfizi: adoro acquistare belle cose, si tratta solo di rispettare la giusta sequenza. Per quanto mi riguarda, preferisco investire i soldi extra in attività e solo successivamente utilizzare i rendimenti di queste attività per soddisfare i miei desideri.

Ma passiamo agli esempi pratici. Ecco una lista di attività in cui dovresti investire le tue entrate extra:

  • Immobili. No, la prima casa non vale! La prima casa è una passività: la casa che acquisti per viverci non genera soldi, ma te li toglie (molti) dalle tasche (mutuo, bollette, manutenzione, etc.). Gli immobili che generano soldi sono quelli da cui ricavi un affitto e quelli che acquisti e rivendi ad un prezzo maggiorato. Vai all’ebook! investire in immobili!
  • Azioni. Arricchirsi velocemente in borsa è un falso mito venduto a 1.200€ a corso da venditori di fumo. Fare trading di azioni è un’attività imprenditoriale a tutti gli effetti e come tale necessità di formazione, esperienza, talento e comporta rischi, potenziali perdite e ricavi incerti. Ma affrontare questa attività nella giusta ottica e con gli strumenti adeguati può garantire notevoli soddisfazioni. Studia come fare trading in opzioni! ecco una fonte utile!ebook free!
  • Educazione. E’ stato più volte dimostrato che un’educazione di qualità è il miglior viatico per una carriera di successo. Negli Stati Uniti c’è addirittura chi si è preso la briga di calcolare il ritorno sull’investimento degli MBA. Ma non devi per forza spendere centinaia di migliaia di euro per ottenere risultati dalla tua educazione. A volte anche un semplice libro può aprirti porte inimmaginate.

Quelle elencate sono le più comuni attività in cui investire, ma le possibilità sono infinite. Per capire se stai investendo in un’attività o in una passività, ricordati sempre la semplice definizione di cui ti ho parlato all’inizio dell’articolo: mi mette i soldi in tasca o me li toglie dalle tasche?

Tu come spendi i tuoi soldi extra? Acquisti attività o passività?

tratto dal blog efficacemente.com!

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Fare soldi è un problema come gli altri: quando capisci il meccanismo, hai trovato la soluzione. Un articolo sulle regole da rispettare per fare soldi.

fare_soldi

“Se non sei in grado di fare soldi con 1 $, non sei in grado di fare soldi neanche con 100.000 $.”

E. S. Kinnear.

Se sei alla ricerca di metodi facili per fare soldi, non leggere oltre: perderesti tempo. Ci sono decine di siti internet che vendono mirabolanti sistemi per fare centinaia di euro in pochi giorni. Funzionano? Assolutamente si, ma solo per chi li ha ideati.

Per quanto mi riguarda, ritengo che migliorare la propria situazione finanziaria significhi migliorare il proprio approccio ai soldi. Per cambiare la tua mentalità non hai bisogno di trucchetti, falsi segreti o metodi da piazzista, quello di cui hai veramente bisogno è capire i meccanismi che ti permettono di fare soldi. Ecco 2 semplici regole da cui iniziare.

1° Regola per fare soldi: quando lavori, lavora per costruire un sistema

Lavorare, dedicare il proprio tempo ad un’attività, implica una scelta: puoi decidere di lavorare per i soldi, o puoi decidere di lavorare per creare un sistema che ti permetta di fare soldi. La differenza è abissale.

Quando lavori solo per riscuotere lo stipendio a fine mese, non sei altro che un ingranaggio del sistema ideato da qualcun altro. Se decidi di uscire da quel sistema o se sei costretto ad uscire da quel sistema, ne perdi automaticamente i benefici.

Al contrario, quando lavori per capire e carpire come funziona il sistema di cui fai parte, e contemporaneamente, impari ad ideare tuoi sistemi, da semplice ingranaggio ti trasformi in forza propulsiva, in grado di creare valore (e quindi fare soldi), per te e per gli altri.

Queste parole ti sembrano un po’ troppo fumose? Passiamo agli esempi pratici. Ecco alcuni sistemi per fare soldi che hanno ripetutamente dimostrato la loro efficacia negli ultimi secoli:

  • Realizza un prodotto e vendilo ad un prezzo superiore rispetto al suo costo. Beh… questo è un settore un tantino competitivo, ma a volte anche prodotti molto semplici possono avere un enorme successo: ricordi i braccialetti di gomma colorati? Esempio: Realizza un ebook!
  • Commercia un prodotto e vendilo ad un prezzo superiore al suo costo. Mai sentito parlare di e-bay?! Qui trovi centinaia di esempi di persone che fanno soldi rivendendo prodotti altrui.
  • Fornisci un servizio ed applica una tariffa. Sei esperto in qualche campo? Fatti pagare una consulenza.
  • Metti a disposizione una risorsa che può essere utilizzata da molte persone e fai pagare l’accesso. Hai presente una palestra? Mai andato in una discoteca? E cosa mi dici delle festicciole universitarie a 10€ ad ingresso?
  • Offri un servizio continuativo e fai pagare un abbonamento. Hosting per siti internet, informazioni per investire in borsa, suonerie per i cellulari, sono alcuni esempi di servizi offerti in abbonamento, che garantiscono un flusso costante di entrate.
  • Crea un’opera di ingegno e riscuoti le royalties. Anche se non ti chiami Dan Brown, puoi fare soldi vendendo libri. Grazie agli e-book, scrivere, pubblicare, e vendere un proprio libro è diventato estremamente semplice. Scettico? Qui trovi 4 esempi di e-book che hanno reso centinaia di migliaia di dollari ai loro autori.

Ma creare un sistema non è sufficiente per rendere solida la tua situazione finanziaria. Una volta imparato ad aumentare le tue entrate, devi fare attenzione a come spendi i tuoi soldi…

articolo tratto dal blog efficacemente.com

Chi segue le mie indicazioni ed i miei outlook macroeconomici si ricorderà molto bene di come dall’inizio del 2008 abbia sempre consigliato il posizionamento in titoli di stato tedeschi, preferendoli di gran lunga ai titoli di stato italiani.  Chi avesse partecipato ai seminari finanziari di fine 2008 e di inzio 2009 o chi avesse recentemente letto il libro intervista Banca Rotta ha recepito di come il titolo di stato tedesco potesse essere considerato come il titolo di stato più sicuro da detenere in portafoglio per dormire sonni tranquilli.  A distanza di oltre sei mesi mi sento di non avallare ancora questa ipotesi, in quanto ritengo, e non sono il solo, che anche il titolo tedesco (Bund a 10 anni e Bobl a 5 anni) possa in futuro riservare qualche spiacevole sorpresa (non è molto probabile, tuttavia è possibile, soprattutto per quello che sto per raccontare tra poco).

Il detto di borsa che ha sempre condizionato ed orchestrato le mie scelte di allocazione patrimoniale rimane sempre lo stesso: preferisco essere troppo prudente che esserlo troppo poco. Questa mia considerazione si origina da mutate valutazioni che caratterizzano lo scenario macroeconomico e le potenzialità della locomotiva tedesca. Iniziamo con lo snocciolare alcuni dati tutt’altro che confortanti: dopo i primi cinque mesi del 2009, la Germania presenta un deficit di bilancio drammatico, senza precedenti dal dopoguerra ad oggi, oltre 80 miliardi di euro (oltre il 4 % del PIL), esposizione che lascia presumere ad un consistente aumento della fiscalità diffusa al pari di quanto sta già avvenendo in Islanda, Irlanda e Regno Unito.

Il debito sul PIL è aumentato vertiginosamente, oltre l’80 % entro il 2010, l’export tedesco ha subito una violenta contrazione di oltre il 25 %, mentre il debito pubblico tedesco diventa il terzo debito più grande del mondo dopo quello di Giappone ed USA (in termini quantitativi). L’andamento della spesa pubblica ormai incontrollata (500 miliardi solo per tamponare le difficoltà del sistema bancario tedesco) inizia a far lievitare inquietanti preoccupazioni sul futuro del paese sassone, non è casuale infatti la corsa all’acquisto di lingotti d’oro da parte di piccoli risparmiatori tedeschi che hanno portato la Germania a diventare il primo compratore al mondo di lingotti d’oro nel primo trimestre dell’anno (davanti a Svizzera ed USA): l’opinione pubblica è molto sensibile all’argomento temendo un ritorno di ondate inflattive stile anni trenta.

Recentemente la cartellonistica stradale nelle grandi città tedesche è pervasa da una provocante propaganda del NSM (Neue Soziale Marktwirtschaft) che ostenta come in 50 anni il debito pubblico gravante su ogni bambino tedesco sia passato dai 188 euro del 1950 agli oltre 22.000 euro di oggi. Sostanzialmente iniziano ad emergere istanze popolari che pretendono un sensibile ridimensionamento del welfare tedesco. Anche la Germania adesso fa i conti con il turbocapitalismo e con la strategia scellerata di abbracciare “sine ulla dubitatione” i processi di delocalizzazione industriale per aumentare la competitività delle aziende tedesche: tutto questo invece a distanza di tempo si trasforma in un radicale cambiamento delle dinamiche produttive che mirano a distruggere e frantumare le potenzialità dei distretti industriali tedeschi a favore del ponte commerciale con la Cina.

Aumentano di settimana in settimana le richieste di aiuto dal mondo imprenditoriale che esige prestiti e garanzie sui prestiti per continuare a stare in piedi. In considerazione di quanto menzionato sino ad ora e vista la caduta vertigionosa dei tassi di interesse, non mi sentirei più tanto sereno nella detenzione di titoli di stato tedesco, visto il recente mutamento dello stato di salute della Germania. Infatti potrebbe essere poco prudente in questo momento di mercato, esporsi finanziariamente con un paese che si sta sgretolando molo velocemente e che soprattutto ha visto lievitare vistosamente in poco tempo il proprio debito pubblico. Per questo motivo consiglio più opportuno un posizionamento attraverso un fondo obbligazionario di area governativa oppure un fondo di liquidità che diversifichi al proprio interno con titoli di stato sia dal punto di vista geografico che temporale (quindi con scadenze di rimborso di varia lunghezza).

In molti lettori mi scrivono chiedendomi su come intenda investire il mio patrimonio visti i recenti rialzi di borsa e l’inconsistenza di rendimento odierno di una operazione pronti contro termine o di un BOT: la risposta non è univoca ma varia con il mutare delle condizioni di mercato, ad esempio vi posso anticipare come verrà investito il patrimonio dell’arca di noè finanziaria (una holding di investimento configurata in società per azioni) che abbiamo costituito lo scorso anno assieme ad oltre 50 piccoli investitori, ognuno dei quali ha investito attraverso microconferimenti di capitale: un terzo del patrimonio verrà utilizzato in una gestione flessibile curata tra tutti noi azionisti per l’ingresso sui mercati azionari ed obbligazionari, un terzo sarà allocato in un fondo di private equity che investirà in piccole e medie imprese del trivento, ed infine l’ultimo terzo verrà utilizzato per l’acquisizione di un impianto fotovoltaico di recente realizzazione con 500 KW di potenza in Puglia.

Lo scopo è quello di essere il più diversificati possibile, non solo con investimenti mobiliari tradizionali, ma anche con investimenti in capitale di rischio legati ad attività imprenditoriali concrete e redditizie. Ormai il rischio di un evento Cigno Nero sul mercato (dal nome della teoria economica avanzata dal Prof. Nassim Taleb, il quale definisce un evento Cigno Nero come un evento finanziario di portata planetaria che nessuno è in grado di ipotizzare) espone tutti noi a possibili fenomeni di polverizzazione della ricchezza, pertanto investimenti considerati fino a qualche mese fa da cassettista sicuro (come l’acquisto di un bund) dovrebbe essere completamente rivisitati sulla base di mutate condizioni di mercato dell’intero pianeta. Di certo chi era abituato a vivere con rendite di posizione dovrà iniziare a cambiare radicalmente le proprie abitudini ed aspettative di rendimento.

articolo : C’eravamo tanto amati di Eugenio Benetazzo